Wenders chiude la Berlinale, 'il cinema resistente all'oblio'
La situazione a Gaza è tornata in più di un intervento dal palco
"Le cause condivise hanno una migliore possibilità di resistere al vento sempre mutevole del consumo di astrazione e sovrasaturazione. Il cinema è più resistente all'oblio e certamente più longevo della breve durata dell'attenzione che offre Internet", lo ha detto Wim Wenders nel corso della serata conclusiva della Berlinale, cercando di superare le polemiche che hanno accompagnato questa edizione della Berlinale. L'intera cerimonia è stata segnata sino a questo momento da interventi politici e, in particolare, dalla situazione a Gaza, grazie agli interventi di Marie-Rose Osta, che con "Yawman ma walad - Someday a Child" ha vinto l'Orso d'oro per il miglior corto, e di Abdallah Alkhatib, che con "Chronicles From the Siege" ha vinto il premio per la migliore opera prima. Al termine del suo intervento c'è stato anche un battibecco con una parte del pubblico che ricordava di liberare anche Gaza da Hamas. In apertura Tricia Tuttle, direttrice artistica della Berlinale, aveva affermato: "un festival come questo non può e non risolve i conflitti del mondo, ma è uno spazio dove possiamo portare complessità e possiamo ascoltarci a vicenda e umanizzarci a vicenda e penso che questa complessità si rifletta davvero non solo nei film che non offrono una sola prospettiva, ma tutti i film condividono qualcosa". Wenders ha anche ricordato: "alla Berlinale il linguaggio della politica è sempre stato presente, poiché Berlino è sempre stata ed è ancora un luogo enormemente politicizzato''.
G.Bianchi--GdR
