Giornale Roma - Cucciari, abbiamo il diritto di arrabbiarci anche per le ingiustizie verso gli altri

Cucciari, abbiamo il diritto di arrabbiarci anche per le ingiustizie verso gli altri
Cucciari, abbiamo il diritto di arrabbiarci anche per le ingiustizie verso gli altri

Cucciari, abbiamo il diritto di arrabbiarci anche per le ingiustizie verso gli altri

L'attrice tra gli interpreti di Zustissia, sul caso Zuncheddu, nelle sale dal 15 ottobre

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Dovremmo tornare a far valere "il diritto di incazzarsi anche per le ingiustizie che non capitano a noi. Questo è un esempio di cinema civile, è un film sulle vite degli altri, e quegli altri, un giorno potrebbero essere anche noi o qualcuno a cui vogliamo bene". Lo dice di Geppi Cucciari, cointerprete di Zustissia, dell'opera prima di fiction di Francesco Piras, che ripercorre il caso considerato il più lungo errore giudiziario della storia italiana recente. È quello dell'ex pastore Beniamino Zuncheddu (interpretato da Fabrizio Ferracane), oggi 62enne, condannato all'ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 a Sinnai, nel sud della Sardegna. La sua innocenza è stata riconosciuta con una sentenza di assoluzione solo nel 2024, dopo circa 33 anni di carcere, grazie all'impegno di un giovane avvocato, Mauro Trogu, a cui presta il volto Michele Riondino. Il dramma giudiziario, in arrivo nelle sale in anteprima l'8 ottobre in Sardegna e dal 15 in tutt'Italia con Piper Film, ha nel cast anche Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Philippine Leroy-Beaulieu. "Mi è capitato di fare degli spettacoli in carcere, tu hai la percezione che forse qualcuno là non dovrebbe esserci, e io quella sensazione terribile me la sono sempre portata addosso" spiega l'attrice che nel film si cala nei panni di Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale e Garante dei diritti dei detenuti della Regione Sardegna. Cucciari, nel rispondere ai giornalisti, tocca anche il tema dell'onnipresenza di casi giudiziari e cronaca nera nel palinsesto del piccolo schermo: "Sono una grande appassionata di cronaca giudiziaria e a suo modo anche nera. Seguo molti prodotti televisivi, podcast e approfondimenti documentari su questo. Un po' duole che i contenitori di questo genere di notizie siano sparsi, nel palinsesto pomeridiano, diurno, serale, post serale". Cucciari, ad esempio, è "una grande fan" di Roberta Petrelluzzi e del suo Un Giorno in Pretura, "ma quel tipo di programmi li scegli e devo dire, nella parata tra testimoni, imputati, persone informate sui fatti, ispettori pubblici ministeri offrono un viaggio antropologico interessante". Dare invece "tutte queste notizie a un pubblico che non le sceglie mi ha sempre colpito in maniera non positiva". A chi le chiede come mantenga l'equilibrio a Splendida Cornice (che tornerà con una nuova stagione sui Rai 3), tra intrattenimento e argomenti importanti, l'attrice, autrice e conduttrice spiega: "Noi su quei temi abbiamo sempre scherzato con il linguaggio ma non con i contenuti". A Splendida Cornice "tenteremo di continuare quella strada, con la comicità nel linguaggio, a volte dando anche notizie terribili per cui ci si ferma un attimo... Non si deve ridere per forza, non si può scherzare su tutto... ma forse sì".

M.Ferraro--GdR