De Angelis alle donne, facciamoci sentire scrivendo le storie che vogliamo raccontare
A Giffoni, 'mi ispira l'idea di poter superare quelli che riteniamo i nostri limiti'
"Mi ispira l'idea di poter superare quelli che riteniamo i nostri limiti, di andare oltre ciò che consideriamo possibile o impossibile. Tutto ciò che oggi sembra impossibile, in realtà, non lo considero tale. Semplicemente accetto che, forse, in quel momento non è ancora possibile per me. Cerco di accogliere i miei limiti, e tutti i personaggi che ho interpretato hanno dei limiti. È proprio dal loro superamento che può nascere qualcosa di bello. Credo che tutto parta dalla volontà di farlo". Sincerità ed emancipazione sono il mantra di Matilda De Angelis acclamatissima ospite della prima giornata di Giffoni Tante le riflessioni in sala sulla serie Lidia Poet, in cui De Angelis interpreta il ruolo di una protagonista che lotta per le donne e con le donne e per rendere possibile qualcosa che sembrava davvero impossibile: "Sono molto contenta che sia piaciuta così tanto, soprattutto alle giovani donne, perché crescere con un modello del genere significa anche immaginare una possibilità. Per tanto tempo quello che Lidia Poet rappresenta è stato considerato impensabile, perfino impossibile per lei stessa - dice - Lidia Poët mi ha lasciato il valore della militanza, dell'importanza di battersi per i propri ideali e di lottare per una libertà collettiva, che è quella che, al di là della libertà individuale, permette a una società di progredire. Dobbiamo essere grate alle donne e, più in generale, a tutte le persone che prima di noi si sono battute perché certi diritti diventassero leggi, possibilità concrete e una realtà diversa da quella che avevano trovato". Ai David di Donatello l'attrice ha espresso l'esigenza di un ritorno al cinema "politico": "Ho detto che il cinema dovrebbe tornare a essere politico. Uso la parola 'politico' nel suo significato più letterale: ciò che riguarda la polis, cioè la società. Credo che il cinema debba tornare a raccontare la società. Ci sono stati grandi film della nostra storia che erano profondamente politici pur presentandosi come commedie. Si può fare intrattenimento e, allo stesso tempo, parlare di temi sociali e collettivi. Credo ci sia una grande mancanza di giovani registi. Penso che abbiamo anche una responsabilità, e parlo della mia categoria. Forse dovremmo iniziare a scrivere il cinema che vorremmo vedere". Anche sulla presenza delle donne nel cinema dice la sua: "Mi rendo conto che il cinema è ancora molto maschile. Spesso è raccontato dagli uomini, le registe donne sono ancora poche e i ruoli femminili scritti per il cinema non sono sempre abbastanza complessi o gratificanti. Credo quindi che noi donne abbiamo una responsabilità: dobbiamo farci vedere, far sentire la nostra voce e scrivere le storie che vogliamo raccontare". A Matilda De Angelis, infine, i premi #GiffoniImpactAward "Il sogno di Icaro" realizzato dalla Scuola dell'Arte della Medaglia (Sam) e coniato della Zecca dello Stato: la medaglia raffigura Il Sogno di Icaro, simbolo del coraggio di immaginare e trasformare il futuro e il premio "Futura - Rendere possibile l'impossibile" realizzato per la 56/a edizione dalla Scuola dell'Arte della Medaglia, per celebrare chi ha reso l'impossibile possibile, ispirando le nuove generazioni.
A.Rossi--GdR