Giornale Roma - Donne fuori dagli schemi a Cannes, da Haiti alla serial killer vittoriana

Donne fuori dagli schemi a Cannes, da Haiti alla serial killer vittoriana
Donne fuori dagli schemi a Cannes, da Haiti alla serial killer vittoriana

Donne fuori dagli schemi a Cannes, da Haiti alla serial killer vittoriana

In scena anche la Coppia Einbinder-Anderson e Argento post colonialista

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(dell'inviata Francesca Pierleoni) La ragazza 'elettrica' e una serial killer vittoriana. Una coppia glamour 'da cinema' che vive nel mondo di un horror slasher e una rilettura della signora Dalloway di Virginia Woolf ambientata a Lagos. Passando per un'inquieta ereditiera di una piantagione di cacao. Non sono mancati i ritratti di donne forti e fragili, ma comunque, fuori dagli stereotipi alla 79/a edizione del Festival di Cannes. Proprio in dirittura d'arrivo ne arriva un esempio fra i più sorprendenti, quello incarnato da una travolgente Maika Monroe di un'istitutrice vittoriana in stile sorelle Bronte con il 'difetto' di essere un'assassina seriale nella commedia thriller/horror Victorian Psycho di Zachary Wigon (Un certain Regard) . Ad aprire il festival è stata Suzanne (Anais Demoustier), ragazza nella Parigi degli anni '20 che si esibisce in pericolosi baci elettrici e ha un talento spiccato per la truffa in La Venus Electrique di Pierre Salvadori. Il concorso ha portato, tra le altre, donne che cambiano il proprio destino attraverso un amore lesbico (con le coppie Lea Drucker/Melanie Thierry in La vita di una donna di Charline Bourgeois-Tacquet e Takako Matsu/Shizuka Ishibashi in Nagi notes di Fukada Koji). Una musicista (Lea Seydoux, protagonista anche nello scambio di generi di L'inconnue di Arthur Harari) alle prese con un compagno accusato di pedofilia (Gentle Monster di Marie Kreutzer). Figlie che devono affrontare papà ingombranti (Victoria Luengo in El ser querido di Rodrigo Sorogoyen e Sandra Huller in Fatherland di Pawel Pawlikowski). Un'attrice precaria (Adele Exharcopoulos) schiacciata da una dipendenza in Garance di Jeanne Herry; una poliziotta contro gli alieni (Jung Ho-yeon) in Hope di Na Hong-jin. Una scrittrice (Isabelle Huppert) che spia i vicini per scrivere i suoi romanzi in Storie parallele di Ashar Farhadi o Veska (Yana Radeva), un'archeologa in una città di frontiera dimenticata in The dreamed adventure di Valeska Grisebach. Hanno ripagato l'attesa dei fan Hannah Einbinder e Gillian Anderson, come straordinaria coppia nei panni di una regista horror nerd e una ex star di uno slasher in Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun (Un certain regard). Daniela Marín Navarro è Elsa, impegnata a salvare la sorella minore da un raptus esoterico in Forever Your Maternal Animal di Valentina Maurel. Gessica Geneus, come regista e protagonista in Marie Madeleine (Cannes premiere) racconta una prostituta ad Haiti che riesce a mantenere, in una realtà di soprusi, i propri spazi di libertà. Marion Cotillard ha dato volto all'ex adepta di una setta che deve riaffrontare i suoi terribili fantasmi in Karma, dell'ex compagno Guillaume Canet. In questa galleria ricchissima, sono entrate, fra le altre, anche una straordinaria Sophie Okonedo in Clarissa di Arie e Chuko Esiri (Quinzaine des Realisateurs), coinvolgente rilettura di Mrs Dalloway di Virginia Woolf, ambientata in Nigeria, sullo sfondo della minaccia di Boko Haram e Asia Argento, inquieta ereditiera in Venezuela di una piantagione di cacao in Death Has No Master di Jorge Thielen Armand, che per una serie di decisioni sbagliate arriva a una violentissima resa dei conti.

Donne fuori dagli schemi a Cannes, da Haiti alla serial killer vittoriana

G.Bianchi--GdR