Giornale Roma - L'odio estremista dal web alla fatwa 'digitale' in L'Abandon

L'odio estremista dal web alla fatwa 'digitale' in L'Abandon
L'odio estremista dal web alla fatwa 'digitale' in L'Abandon

L'odio estremista dal web alla fatwa 'digitale' in L'Abandon

Garenq a Cannes racconta la vera storia dell'omicidio di Samuel Paty

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(dell'inviata Francesca Pierleoni) Uno sguardo e le riflessioni in soggettiva dell'insegnante francese di storia e geografia alle medie Samuel Paty (qui interpretato da uno straordinario Antoine Reinartz), ucciso e decapitato nel 2020 a Éragny, cittadina della Val-d'Oise (×le-de-France), per strada, da un giovane estremista islamico, dopo essere stato vittima di una irrefrenabile campagna d'odio sul web. Così si apre L'Abandon di Victor Garenq, il dramma presentato al Festival di Cannes fuori concorso, che ripercorre i fatti reali, basandosi sulle carte processuali. Un racconto scandito dagli ultimi 11 giorni di vita del professore 47enne, severo ma appassionato e gentile, padre di un bambino ancora piccolo. A dare il via alla tragedia è una lezione di Paty centrata sulla libertà di stampa e d'espressione, nella quale l'insegnante fa vedere anche alcune delle vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, che poi scatenarono l'attacco terroristico contro il giornale satirico. Prima di mostrarle, tuttavia, Samuel offre agli studenti che avrebbero potuto sentirsi offesi dalle vignette la possibilità di uscire. Una circostanza che viene stravolta da una giovane allieva musulmana, spesso assente e insofferente alle regole della scuola, che per giustificare la sospensione avuta, racconta al padre una serie di bugie, inventando che Paty in classe (dove lei non era presente) si fosse comportato in modo offensivo verso gli studenti musulmani e avesse avuto comportamenti razzisti e islamofobici. Il genitore, credendo ciecamente alla figlia, con una serie di video, avvia una campagna d'odio sul web che continua ad espandersi, anche per l'appoggio di un'ex voce influente della comunità musulmana locale, che si è radicalizzato. In breve tempo dalle richieste di licenziare il professore si arriva alle minacce esplicite, creando di fatto quella che in Francia è stata definita anche nei processi una fatwa digitale, poi compiuta da un estremista 18enne di origine cecena. Una condanna a morte da cui neppure l'empatica e attiva preside (Emmanuelle Bercot) e alcuni interventi (pochi e mal coordinati) delle autorità riescono a difenderlo. 
. "Il nome di Samuel Paty è noto a tutti, ma in realtà pochi conoscono la sua storia. Come molte persone in Francia, sono rimasto scioccato e attonito dalla notizia del suo omicidio. Ho provato grande dolore e angoscia - spiega il regista che racconta la storia con uno stile sobrio ma efficace -. Ho capito che al di sotto del senso di orrore collettivo c'era una storia e che questa storia, una tragedia assoluta fin nei minimi dettagli, doveva essere raccontata". Garenq ha sentito il bisogno di ripercorrere "la sconvolgente catena di eventi, i legami di causa ed effetto che hanno portato a questa catastrofe".

V.Bellini--GdR