Giornale Roma - In passerella al Met il bianco del marmo e il rosso del sangue

In passerella al Met il bianco del marmo e il rosso del sangue
In passerella al Met il bianco del marmo e il rosso del sangue

In passerella al Met il bianco del marmo e il rosso del sangue

Bad Bunny invecchiato ad arte, Cher sempre giovane, fuori proteste per Bezos

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(di Alessandra Baldini) Il bianco del marmo, il rosso del sangue: Lena Dunham di Girls vestita da Valentino e' il fiotto che sgorga dalla testa tagliata di Oloferme dipinto da Artemisia Gentileschi in un quadro del Met, Heidi Klum una Vestale Velata come nella statua di Raffaele Monti. Anne Hathaway, complice Michael Kors, e' un'urna greca di Keats. In passerella al Gala del Met sono sfilate non una ma addirittura tre Madame X: sia Lauren Sanchez Bezos (Schiaparelli) che Julianne Moore (Bottega Veneta) e Claire Foy (Erdem per Barbour) si sono ispirate al ritratto di John Singer Sargent che scandalizzo' Parigi per la spallina scivolata sul braccio della 'socialite' della Belle Epoque, Virginie Amélie Avegno Gautreau. Aiutati dal meglio dell'alta moda (dopo il grande giro di valzer delle maison, Alessandro Michele per Valentino, Demna di Gucci, Matthieu Blazy di Chanel, Pierpaolo Piccioli di Balenciaga, Jonathan Anderson di Dior, Louise Trotter di Bottega Veneta ma anche John Galliano per Zara hanno azzeccato l'invito), le celebrita' hanno fatto del loro meglio per interpretare il tema della festa - Fashion Art - e della mostra che l'ha ispirata, una vera e propria lezione di anatomia il cui curatore Andrew Bolton ha messo il corpo al centro. Ancora (ma fino a quando?) madrina della festa, Anna Wintour e le altre co-chair Nicole Kidman, Venus Williams e la Sanchez hanno atteso gli invitati alla base dello scalone per non discriminare ospiti potenzialmente a disagio sulla sessantina di gradini che portano al piano nobile del Met - tra queste l'atleta Lindsey Vonn convalescente dopo l'incidente sulla neve di Milano-Cortina - dove si trovano le riallestite gallerie del Costume Institute dedicate allo sponsor Conde Nast. Spalleggiato da Kors e Thom Browne, il gruppo editoriale che pubblica Vogue ha pagato per il restyling ma il grosso del prezzo della festa (10 milioni di dollari circa) sono stati sborsati da Jeff Bezos, il tycoon dell'e-commerce la cui relazione pericolosa con la famiglia Trump ha scatenato proteste fuori dentro il Met: molte ispirate alla pausa bagno negata ai dipendenti di Amazon per far rispettare i tempi di lavoro. Fuori dal museo la citta' reale del sindaco Zohran Mamdani (con Meryl Streep il grande assente piu' illustre dalla festa) si e' fatta dunque sentire - un manifestante e' stato arrestato per aver tentato di sfondare le barriere del red carpet - ma dentro il Met e' stato business as usual. Come al solito Rihanna e A$ap Rocky sono stati gli ultimi sul red carpet quando gli altri si erano gia' seduti a cena. Ritardataria anche Beyonce' che l'ex stilista di Balmain Olivier Rousteing aveva vestito come uno scheletro tempestato di brillanti: con lei il marito Jay z e la figlia Blue Ivy, una delle due teenager eccezionalmente ammesse, l'altra era la figlia della Kidman, Sunday Rose. Il premio Grammy e star del Super Bowl Bad Bunny si e' invecchiato artificialmente di 50 anni ripianando la distanza, tra tanti corpi artificialmente giovani, con Cher: la premio Oscar, Grammy e Emmy Cher, 80 anni il prossimo 20 maggio, ha rievocato il suo primo gala nel 1974 quando arrivo' seminuda e scandalizzò i benpensanti. La madrina della festa allora era Jackie O', icona di eleganza e di stile, che negli anni '70 contribuì alzare la sofisticazione del gala con un mix di moda, star e ricchi e famosi. Ieri il party per 400 invitati - una parata di miliardari, influencer e ereditiere - ha fruttato un record 42 milioni di dollari ma potrebbe essere una delle ultime volte, almeno in questo formato. Tanti i fattori che porterebbero a un ripensamento. Da un lato il Costume Institute che dal gala trae il maggior beneficio ha messo da parte un fondo investito quasi ormai sufficiente a fare a meno del Gala. Dall'altra la Wintour, 76 anni e dal 1995 al timone del party, invecchia: quando lascerà, come ha fatto l'anno scorso con la direzione di Vogue, è plausibile una nuova governance e forse un cambio radicale, ma in quale direzione?

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A.Greco--GdR