Dardust si esibisce con la Form ad Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro e Fermo
Ha firmato l'inno per le Olimpiadi Milano-Cortina ma si definisce un eterno studente
Ha composto l'inno ufficiale delle Olimpiadi Milano-Cortina e ancor prima la musica per il Superbowl, per l'Nba All Star Game e il lancio di nuovi prodotti di Apple, collaborando inoltre con artisti come Jovanotti, Mahmood, Elodie e Angelina Mango per un totale di oltre 100 dischi di platino. È Dario Faini, in arte Dardust, che da oggi 12 febbraio, fino al 15 febbraio, si esibirà con la Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana in quattro concerti rispettivamente all'Aula Magna dell'Università di Ancona, al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno, allo Sperimentale di Pesaro e al Teatro dell'Aquila di Fermo. Nato ad Ascoli Piceno 49 anni fa, torna nelle Marche, regione che definisce 'casa sua, dove non manca mai di fare tappa o partire per qualche tournée per eseguire al pianoforte il Piano Concerto n.1, prima partitura sinfonica originale da lui realizzata su commissione dei Pomeriggi Musicali, e presentata in anteprima al Teatro Dal Verme di Milano nel gennaio scorso. "L'opera - ha raccontato all'ANSA - nasce da un'esperienza di viaggio fatta in Amazzonia, dove ho partecipato ad alcune cerimonie sciamaniche. Un percorso spirituale e psichedelico fatto per ricucire le mie ferite e ricostruire la mia identità che poi ho tradotto in musica. Tutti i miei album - ha continuato - nascono da viaggi, che faccio muovendomi o stando fermo, perché viaggiare è importante sia che lo si faccia con la mente che col corpo". Nato come pianista classico, Dardust ha studiato all'Istituto Musicale Gaspare Spontini di Ascoli Piceno con Giovanni Allevi, che definisce un grande esempio di resilienza, però ha lasciato la scuola dopo otto anni senza conseguire il diploma. "Ero innamorato dei sintetizzatori e della musica elettronica - si giustifica - ma questo mi ha spinto ha continuare a studiare e a sperimentare. Sono un eterno studente, anzi mi definirei uno scapigliato". E infatti il suo Piano Concerto che 'nasce dal bisogno di mettersi alla prova, scritto com'è in totale libertà, senza steccati di genere o manierismi', evoca in alcuni passaggi le sonorità di Ravel, Shostakovich e Rachmaninov e utilizza voci rap campionate. Ma tra i suoi 'maestri' contemporanei ci sono anche Sakamoto e il grande compositore statunitense di colonne sonore John Williams. Un'opera sui generis insomma, divisa in tre movimenti (andante, adagio, allegro con fuoco), da ascoltare senza preconcetti e che il Teatro Dal Verme ha accolto con molto calore. La sua esecuzione sarà preceduta dall'ouverture delle Nozze di Figaro e seguita dalla Sinfonia n. 40 in sol minore, K 550 di Mozart, "ma niente paragoni per carità con questi geni del passato - dice il compositore - riprodurre quegli scenari musicali sarebbe impossibile, oggi prevale un approccio molto più minimalista'. E della Form che l'accompagnerà sotto la direzione di Davide Trolton dice: "Mi ha colpito molto il livello dell'orchestra con cui sono entrato subito in sintonia. In particolare ho apprezzato di Trolton non solo la cura del dettaglio, la tecnica e la precisione, ma anche l'espressività e la capacità di sentire la musica e di trasmetterla agli altri".
M.Russo--GdR
