Mozione Usa crea stallo di documenti alla Wmo, l'agenzia Onu per il clima
Delegazione d'Oltreoceano chiede rimozione termini quali "Cambiamento climatico"
Documenti cruciali sulla gestione delle allerte climatiche, di eventi estremi, così come di dati, di sicurezza aeronautica e marina e sugli impatti di ondate di calore e sugli estremi climatici sono bloccati in queste ore alla riunione biennale della Service Commission (SerCom) della Wmo, la World Meteorological Organization, l'agenzia delle Nazioni Unite per il clima e la meteorologia, in corso questa settimana nella sede di Ginevra. La causa dello stallo, si apprende, è in una mozione generale dalla delegazione Usa, sollevata mentre i lavori della SerCom si concentrano sull'approvazione di documenti di altissimo livello, frutto di anni di lavoro di esperti e tecnici. La delegazione degli Stati Uniti chiede di rimuovere da qualunque documento parole quali "climate change, climate resilience, gender balance, vulnerability, sustainability, gender inclusiveness, sustainable development goals". Più Nazioni si stanno opponendo a questo stato di impasse, che rischia di non fare procedere documenti urgenti di elevato contenuto tecnico per quelle che vengono poste come mere questioni lessicali. La Francia in testa, seguita da diverse Nazioni Europee, sta cercando le vie tecniche per evitare il ricorso al voto, considerando che è dal 1993 che in ambito Un-Wmo le risoluzioni sono state tutte approvate con consenso unanime. Altre organizzazioni internazionali, rappresentate al Wmo, quali l'Ufficio internazionale pesi e misure, hanno espresso forte contrarietà ad accettare vie di compromesso con la riscrittura dei testi mediante parole alternative. Questo causerebbe infatti una totale inconsistenza con altre aree scientifiche e tecniche, e richiederebbe una revisione anche di documenti precedenti. Oltre a creare una totale rottura con l'International Panel on Climate Change (organismo dell'Onu creato dalla Wmo e dal Programma Onu per l'ambiente), in caso in cui proprio il termine "Climate Change" venisse censurato. Entro venerdì si dovrà trovare una soluzione che eviti di rimandare tutti i documenti dell'Executive Council, con pesante ritardo sulla messa in operatività delle linee guida, preziose per la gestione dei rischi climatici, sempre più frequenti. "Cancellare alcuni termini dalle guide tecniche e dai documenti ufficiali è, senza mezzi termini, un atto di censura. Non è accettabile che una singola delegazioni rallenti i lavori e ritardi l'approvazione di documenti di estrema importanza, come la guida sui rischi e allarmi climatici, perché non vuole leggere parole come "Climate Change", "gender vulnerability", "sustainable development goals". Come organizzazione internazionale, in rappresentanza del Bipm (Bureau International des Poids et Mesures, l'Ufficio internazionale pesi e misure di Parigi) ho fatto presente che non adottare o cambiare alcuni termini porta a una non consistenza sia con altri documenti Wmo, sia verso altre comunità scientifiche, sia rispetto a precedenti pubblicazioni che andrebbero riviste a ritroso". È il commento di Andrea Merlone, fisico, delegato del Bipm alla Wmo. "Insistere per togliere il concetto di Climate Change - sottolinea - non ha alcun senso. È come se cancellando dalle pubblicazioni mediche la parola cancro, si pensasse di averne trovata la cura. Confido che con il supporto di altre delegazioni si raggiunga una soluzione che permetta di mantenere inalterato il linguaggio legato a questi temi. Anche in considerazione del fatto che i linguaggi mutano ed evolvono, ma con lentezza e adattamento, non con un colpo di censura".
M.Marini--GdR