Milano, sciopero Atm di 24 ore previsto per venerdì 13 novembre
Venerdì 13 novembre 2026 è previsto a Milano uno sciopero di 24 ore del personale Atm proclamato dal sindacato Al Cobas. La mobilitazione potrà interessare metropolitane, autobus e tram, con possibili conseguenze per pendolari, studenti e lavoratori.
Venerdì 13 novembre 2026 è previsto a Milano uno sciopero di 24 ore del personale Atm proclamato dal sindacato Al Cobas. La mobilitazione potrà interessare metropolitane, autobus e tram, con possibili conseguenze per pendolari, studenti e lavoratori.
L’agitazione compare nel calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e arriva dopo lo sciopero generale del 30 ottobre, quando il servizio milanese era rimasto regolare in seguito alla precettazione disposta dal ministero.
La protesta durerà complessivamente 24 ore, ma al momento della pubblicazione non erano ancora state comunicate nel dettaglio le modalità operative e gli orari delle interruzioni. La normativa prevede comunque le abituali fasce di garanzia, durante le quali il servizio deve essere assicurato nelle ore di maggiore affluenza.
Per conoscere corse garantite e sospensioni sarà necessario fare riferimento agli aggiornamenti ufficiali di Atm.
Alla base dello sciopero vi sono le richieste del sindacato sulle condizioni di lavoro e sulla gestione del trasporto pubblico locale. Al Cobas domanda un aumento di 150 euro netti al mese non collegato alla produttività, una riduzione dell’orario di lavoro e turni più sostenibili.
Tra le rivendicazioni figurano anche una programmazione più stabile di riposi e ferie, il rafforzamento della manutenzione dei mezzi e maggiori garanzie di sicurezza per conducenti e passeggeri.
Il sindacato si oppone in aggiunta alla privatizzazione del servizio e sostiene il mantenimento della gestione pubblica in house. Attribuisce l’inasprimento della vertenza al Comune e alla dirigenza Atm, accusati di non avere aperto un confronto formale sui temi indicati dai lavoratori.
I rappresentanti sindacali riconoscono i disagi per la cittadinanza, ma affermano che la tutela del trasporto pubblico e dei diritti del personale renda necessaria la prosecuzione della protesta.
G.Pozzi--GdR