Giornale Roma - Francia: sciopero generale e proteste studentesche contro il governo

Francia: sciopero generale e proteste studentesche contro il governo
Francia: sciopero generale e proteste studentesche contro il governo

Francia: sciopero generale e proteste studentesche contro il governo

La Francia è scesa in piazza con un vasto sciopero generale contro le misure del governo Macron. A Parigi, gli studenti hanno bloccato le scuole, portando a scontri con la polizia e alla chiusura di istituti come il Lycée Hélène-Boucher. Le proteste coinvolgono sindacati, agricoltori e pensionisti.

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La Francia è stata teatro di un'ondata di proteste senza precedenti, culminata giovedì in un generale sciopero nazionale. La mobilitazione, guidata da studenti, sindacati e cittadini indignati per il costo della vita e le politiche di austerità, ha raggiunto livelli di tensione significativi nelle principali città del paese.

A Parigi, la situazione è degenerata davanti al Lycée Hélène-Boucher nel ventesimo arrondissement. Centinaia di studenti hanno bloccato l'accesso all'istituto, sventolando striscioni con lo slogan "Moins de flics, plus de fric" (meno poliziotti, più soldi). L'arrivo delle forze dell'ordine ha innescato uno scontro: mentre insegnanti, genitori e deputati formavano una catena umana di protezione, la polizia ha utilizzato manganelli per disperdere i giovani, portando alla chiusura immediata della scuola.

Sarah-Yaël, studentessa del liceo, ha dichiarato che la mobilitazione prosegue perché le loro richieste non sono state ascoltate da oltre un mese. Ha criticato la risposta governativa, definita puramente repressiva o burocratica, ignorando le rivendicazioni già chiare dei giovani.

Questa escalation segna il culmine di quasi sette settimane di agitazioni, iniziate a settembre con blocchi isolati nelle banlieue parigine e diffuse in tutto il territorio. Sebbene il governo avesse annunciato a ottobre la rinuncia a 836 tagli ai posti di lavoro scolastico e l'aggiunta di 500 nuove cattedre, le organizzazioni studentesche hanno definito queste misure insufficienti. Le richieste principali includono dieci miliardi di euro per i licei, 250.000 nuovi posti universitari e l'abolizione immediata del sistema di ammissione Parcoursup, accusato di essere socialmente selettivo.

Anche i sindacati, in particolare la Confédération générale du travail (CGT), hanno respinto le concessioni governative, chiedendo salari più alti, pensioni migliori e una tassazione più pesante per i grandi patrimoni. Il risultato è stato lo stop di porti e raffinerie, il blocco delle università e oltre 260 manifestazioni in tutto il paese. Solo a Marsiglia si stima la presenza di 150.000 persone, mentre Parigi ha visto centinaia di migliaia di manifestanti.

La risposta del governo è stata caratterizzata da una massiccia presenza di forze dell'ordine: 70.000 agenti mobilitati, inclusi water cannon e veicoli blindati a Parigi. Dal inicio delle proteste, circa 8.000 persone sono state arrestate, di cui quasi 7.000 minorenni. Sophie Binet, segretaria generale della CGT, ha definito la situazione una "pericolosa evoluzione autoritaria".

Nonostante la repressione, il movimento si allarga, coinvolgendo insegnanti, agricoltori, pensionati e i Gilet Jaunes. Questa convergenza delle lotte riflette un malcontento profondo verso il decennio di governo Macron, accusato di aver mantenuto ricette neoliberiste nonostante le promesse iniziali di rinnovamento. La crisi politica si è acuita mercoledì notte, quando la Camera dei Deputati ha respinto con 458 voti contro zero la parte entrata del disegno di legge di bilancio, isolando ulteriormente l'esecutivo.

A.Rossi--GdR