Otto civili uccisi in Guatemala, il governo indaga l'esercito
Rimossi i capi militari dopo una sparatoria a Huité
Il governo del Guatemala ha ammesso che l'esercito ha aperto il fuoco durante gli incidenti avvenuti il 27 settembre a Huité, in cui hanno perso la vita otto persone. Il presidente Bernardo Arévalo e il ministro della Difesa Henry David Sáenz Ramos hanno consegnato alla magistratura un rapporto interno, mettendo a disposizione degli inquirenti 107 soldati. Per garantire la trasparenza delle indagini su possibili esecuzioni extragiudiziali, le autorità hanno immediatamente rimosso il capo di Stato maggiore della Difesa e il comandante della brigata locale. Le forze armate avevano inizialmente negato di aver partecipato all'operativo, ma i video diffusi dai residenti in rete hanno confermato la presenza della truppa. Sáenz ha spiegato che, in risposta a detonazioni di origine ignota, "il personale militare ha effettuato spari dissuasivi controllati di avvertimento per salvaguardare la vita o l'integrità fisica". Tuttavia, un documento preliminare della polizia collega la sparatoria al tentato arresto di un leader criminale. Le armi del battaglione sono state poste sotto sequestro per permettere l'analisi dei 77 reperti balistici rinvenuti in quattro punti del municipio. Per rassicurare i cittadini, il ministro ha diffuso un messaggio: "Alle famiglie delle vittime e al popolo di Huité, ribadisco la mia solidarietà e il nostro impegno ad agire con serietà, obiettività e trasparenza".
F.Gentile--GdR