Zampa, o la sposa di marmo, in cd con libro l'opera di Ferdinand Hérold
Prima registrazione mondiale del titolo nella collana di Palazzetto Bru Zane
"Questa partitura soddisfa tutte le condizioni che oggi si richiedono a Parigi a un autentico opéra-comique". Così Hector Berlioz giudicò la messa in scena di Zampa, ou la fiancée de marbre (Zampa, la sposa di marmo), lavoro in tre atti composta da Ferdinand Hérold su versi di Mélesville e rappresentata per la prima volta a Parigi al Théâtre de l'Opéra-Comique il 3 maggio 1831. Palazzetto Bru Zane, l'istituto di musica romantica francese che ha sede a Venezia, ne pubblica ora la prima registrazione in prima mondiale nella sua raffinata collana di cd con libro. La pubblicazione, in uscita il 18 settembre, è composta da due cd, con l'esecuzione affidata alla Munchner Rundfunkorchester e e dal Chor des Bayerischen Rundfunks con Erik Nielsen sul podio, nel libro di 168 pagine con testi critici e libretto in francese e in inglese. La registrazione è disponibile in download e streaming sulle piattaforme digitali, con libretto scaricabile online. La vicenda si svolge nel XVII in un villaggio siciliano in cui vive la giovane Camille. I pescatori si sono posti sotto la protezione di una donna morta, vittima del corsaro Zampa, eroe senza fede nè legge. In caso di pericolo, la statua della donna prenderà vita per metterli in guardia, ringraziandoli per essersi mostrati ospitali. Un giorno, il corsaro sbarca e vuole sposare con la forza Camille, ma la statua prende vita e lo trascina negli Inferi. L'azione combina dimensioni tragiche e buffe. Zampa, ispirata al Don Juan di Molière, arricchisce l'opera comica con elementi mutuati dalla grande opera: una vocalità che mescola elementi francesi e italiani, scene spettacolari come l'eruzione dell'Etna, l'alternanza di scene collettive e intimistiche. L'opera restò in cartellone per 56 serate e raggiunse quasi settecento rappresentazioni nel corso del XIX secolo. L'opera cominciò presto a viaggiare: Bruxelles e Vienna già nel 1832, Londra, Napoli, Torino e Mosca nel 1834, e poco dopo la Germania. Ricordando nel 1842 un soggiorno a Vienna compiuto dieci anni prima, Richard Wagner commentò esaperato: "Ovunque andassi, sentivo Zampa e i pot-pourris di Strauss su Zampa! Queste due cose, soprattutto a quell'epoca, erano per me un orrore". Se questo era il giudizio del pubblico delle élite, l'opera seppe essere al tempo stesso commovente ed efficace, romantica e popolare. E in questo, sottolineano i curatori, adempiva perfettamente alla missione che all'epoca Victor Hugo assegnava al teatro: essere un punto d'osservazione privilegiato sul proprio tempo.
R.Santoro--GdR