Joyce Carol Oates difende l'Odissea di Nolan dalle critiche di Emily Wilson
Secondo la scrittrice, la traduttrice "parla la lingua dei Maga"
Joyce Carol Oates difende Christopher Nolan dal duro attacco della traduttrice dell'Odissea Emily Wilson: a suo avviso, la classicista dell' Università della Pennsylvania che "si sarebbe vergognata" se fosse stata lei a scrivere il copione del blockbuster sulle avventure di Ulisse "parla con il linguaggio rozzo tipico dell'universo MAGA, criticando chiunque abbia idee diverse dalle sue". Famosa per romanzi entrambi adattati al cinema come Blonde e Una Famiglia Americana, la quattro volte candidata al Pulitzer ha espresso sorpresa che l'attacco della Wilson sia arrivato dal mondo dei traduttori: "Ogni traduzione è, per sua natura, un'interpretazione soggettiva e non potrà mai coincidere perfettamente con il testo originale. Ci si aspetterebbe che proprio un traduttore, più di chiunque altro vincolato a un testo e al suo servizio, mostrasse un minimo di maggiore rispetto nei confronti di chi agisce in buona fede, esattamente come lei stessa sostiene di fare". Tornando a Nolan, la scrittrice non vede ragioni perché a lui, come a chiunque altro, "non possa esser permesso di immaginare un eroe classico attraverso il prisma della sua reinvenzione". L'Odissea, che al box office questo fine settimana se la dovrà vedere con la coppia Tom Holland e Zendaya nell'ultima puntata della franchise Uomo Ragno (Spider Man Brand New Day), si prepara intanto ad approdare in Cina: Imax China dedicherà al film la stragrande maggioranza della propria rete composta da quasi 800 sale, mentre oggi sono arrivati a Pechino sia Nolan che il protagonista Matt Damon per un gala al Museo Nazionale del Cinema. Le anteprime inizieranno dopodomani a Pechino, Shanghai, Canton e Shenzhen. L'uscita ufficiale nelle sale di tutto il Paese è prevista il 14 agosto.
M.Marini--GdR