Non solo Odissea, ondata di classici al cinema, da Isola del tesoro a Narnia
Scott per Stevenson e Gerwig per C.S Lewis, Eilish in the Bell Jar
(di Francesca Pierleoni) L'immersione di Christopher Nolan in Omero, con Odissea, uno dei film più attesi dell'estate, in arrivo il 16 luglio, apre una nuova ondata di progetti di Hollywood (e non solo) legati ai classici della grande letteratura, dall'inizio del cinema compagna di strada della settima arte. Un percorso che ha offerto alcune trasposizioni-capolavoro, o più spesso, riletture solide, adattamenti piatti e, a volte, anche 'massacri' di classici. Guardando ad alcuni dei nuovi progetti più ambiziosi, troviamo Ridley Scott, fresco della notizia dell'Oscar alla carriera, che dirigerà una nuova versione de L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, con Hugh Jackman nei panni del pirata Long John Silver. Si annuncia come la produzione più costosa, finora, di Netflix (si dice il budget sia diventato di 320 milioni di dollari) Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig, il fantasy tratto dall'omonimo romanzo per ragazzi di C.S Lewis, con un cast che comprende David McKenna, Beatrice Campbell, Carey Mulligan, Kobna Holdbrook-Smith, Daniel Craig, Meryl Streep. L'arrivo nei cinema è previsto il 12 febbraio 2027, per poi debuttare sulla piattaforma il 2 aprile. All'ultimo Festival di Cannes ha debuttato, con un grande successo, Clarissa, nuova trasposizione del romanzo di Virginia Woolf La signora Dalloway (1925), diretta dai due fratelli gemelli Arie e Chuko Esiri. La scelta di titolare il film con il nome e non il cognome della protagonista è "nata per liberarla dall'essere di proprietà di qualcuno, la moglie di qualcuno", hanno spiegato i due cineasti. La storia stavolta è ambientata nella Nigeria di oggi, a Lagos, dove Clarissa (una strepitosa Sophie Okonedo) nel preparare una serata importante nella sua immacolata casa borghese, si confronta con le aspirazioni e i fantasmi del passato. Dopo aver adattato Dune di Frank Herbert in Dune Parte Uno e Parte due, Denis Villeneuve chiude la trilogia interpretata da Timothee Chalamet e Zendaya, con Dune Parte tre, tratto dal secondo romanzo della saga di Herbert, Messia di Dune, in arrivo a dicembre. A 31 anni dall'uscita di Ragione e sentimento (Sense and Sensibility) di Ang Lee dal romanzo di Jane Austen, con Emma Thompson e Kate Winslet, la storia delle sorelle Dashwood tornerà nei cinema nel film di Georgia Oakley con Daisy Edgar-Jones, Esmé Creed-Miles, Caitríona Balfe, Frank Dillane e Fiona Shaw. Sidney Sweeney sta girando The custom of the country (L'usanza del Paese) di Josie Rourke dal romanzo omonimo di Edith Wharton. L'attrice di Euphoria si cala nei panni di Undine Spragg, giovane del Midwest decisa a conquistare l'élite della New York d'inizio '900. Si conferma l'affinità elettiva di un autore di 'nuovi classici', Kazuo Ishiguro con il cinema. Alle tre trasposizioni per il grande schermo dai suoi romanzi, Quel che resta del giorno, Non lasciarmi e Un pallido orizzonte di colline, se ne stanno per aggiungere altre due: a ottobre uscirà Klara and the Sun di Taika Waititi, storia fantascientifica/distopica su Klara (Jenna Ortega), androide creata come 'amica artificiale', acquistata da Chrissie (Amy Adams) per fare compagnia alla figlia malata. Guillermo del Toro invece sta lavorando a un film animato in stop-motion per Netflix da un altro romanzo dello scrittore premio Nobel, Il gigante sepolto, fantasy ambientato in un Medioevo inglese nel quale nessuno può conservare ricordi a lungo termine. La cantautrice 24enne, vincitrice di due Oscar e 10 Grammy, Billie Eilish debutterà come attrice al cinema in The Bell Jar di Sarah Polley, dal romanzo omonimo semiautobiografico di Sylvia Plath. Al centro della storia c'è la giovane Esther Greenwood, che dopo uno stage editoriale a New York, torna a casa per affrontare la sua lotta con la depressione. Fra i tanti altri progetti, infine, c'è quello di Benedict Cumberbatch (come coproduttore e protagonista) per Rogue male di Bart Layton tratto da L'uomo che non doveva vivere (1939), classico britannico scritto da Geoffrey Household, considerato una delle principali fonti d'ispirazione per Ian Fleming e il personaggio di James Bond.
R.Martini--GdR
