Addio a James Blood Ulmer, virtuoso della chitarra elettrica
Fusion di avanguardia tra jazz, blues e funk, aveva 86 anni
Lutto per la musica a stelle e strisce: e' morto a 86 anni James Blood Ulmer, chitarrista celebre per aver fuso in modo avanguardistico jazz, blues e funk. "La sua musica era impavida, e lo era anche il suo spirito", gli ha reso omaggio la famiglia sui social. Nato nella Carolina del Sud nel 1940, Ulmer iniziò la sua carriera in gruppi funk, spostandosi tra Pittsburgh, Columbus e Detroit e accompagnando artisti come Jewel Bryner e Hank Marr, prima di stabilirsi a New York all'inizio degli anni Settanta. "Non ho mai pensato che qualcuno potesse guadagnarsi da vivere suonando musica libera", avrebbe poi raccontato: "Così ho sempre suonato blues strutturato, musica ritmica, da ballo o cose del genere. Poi ho abbandonato tutto. Arrivai a New York, e fu come prendere completamente un'altra direzione". Oltre a esibirsi in città con musicisti come Art Blakey, Joe Henderson e Rashied Ali, Ulmer ebbe come mentore Ornette Coleman, che lo introdusse alla sua teoria "armolodica" (harmolodic): un approccio che evita le tonalità e le armonie tradizionali a favore di una concezione più libera del suono. Questo spirito avrebbe influenzato tutta la sua carriera successiva, caratterizzata da un modo di suonare istintivo e senza confini, anche quando Ulmer iniziò ad avvicinarsi maggiormente alla scrittura di canzoni. Coleman coprodusse l'album del debutto di Ulmer, Tales of Captain Black, mentre l'album successivo, dal titolo satirico Are You Glad to Be in America?, usci' in Gran Bretagna con Rough Trade. Ulmer collaboro' poi con il sassofonista jazz Arthur Blythe e incise album con Columbia Records, guadagnandosi su Rolling Stone, per il suo modo virtuoso di suonare, l'etichetta di "chitarrista elettrico piu' originale dai tempi di Jimi Hendrix". Attivissimo fino all'ultimo: il suo ultimo concerto risale a soli due anni fa, al festival del jazz di Detroit.
A.Sala--GdR