Giornale Roma - Idomeneo di Mozart inaugura la stagione lirica del Comunale di Bologna

Idomeneo di Mozart inaugura la stagione lirica del Comunale di Bologna
Idomeneo di Mozart inaugura la stagione lirica del Comunale di Bologna

Idomeneo di Mozart inaugura la stagione lirica del Comunale di Bologna

Dal 24 gennaio diretta da Roberto Abbado con la regia di Mariano Bauduin

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In occasione del 270esimo anniversario della nascita di Mozart, il Teatro Comunale di Bologna inaugura la stagione lirica 2026 con Idomeneo in un nuovo allestimento firmato dal regista Mariano Bauduin con la direzione musicale di Roberto Abbado. Si tratta del primo titolo di un cartellone varato dalla nuova dirigenza del teatro, la sovrintendente Elisabetta Riva e il direttore artistico Pierangelo Conte, e l'ultimo realizzato al Comunale Nouveau, prima del rientro nella sede storica di Piazza Verdi il 14 febbraio 2027 dopo i lavori di riqualificazione. Il 24 gennaio alle 18 (con diretta su Rai Radio3 e repliche il 27 e 29 gennaio e l'1 febbraio) spazio, dunque, dopo 16 anni, al primo capolavoro serio di Wolfgang Amadeus Mozart proposto con le scene di Dario Gessati, i costumi di Marianna Carbone, le luci di Daniele Naldi e le coreografie di Miki Matsuse. Abbado (alla sua quarta apertura di stagione a Bologna, ma presenza costante da più di 30 anni) sottolinea come Idomeneo rappresenti un'opera di svolta per Mozart: "Guarda verso il passato, in particolare verso la riforma dell'opera seria che operò Gluck, ma guarda tanto anche verso il futuro. Con Idomeneo Mozart inventa un nuovo tipo di orchestrazione che definirei di chiaro-scuro sonoro, basato su dei contrasti dinamici e timbrici molto evidenti, a tutto vantaggio della drammaturgia, che poi è la caratteristica principale proprio di quest'opera". Per Bologna è stata studiata una versione basata sulla partitura data a Monaco nel 1781, comprensiva di balli, marce e dell'aria di Elettra, "D'Oreste, d'Aiace". Bauduin sceglie di allontanarsi dalla rilettura neoclassica del mito: "ho cercato fin dall'inizio di mettere a fuoco un preciso mondo estetico, quello della metafisica italiana inaugurata da Savinio e De Chirico. Non si è trattato però di citare semplicemente dei quadri o una pittura fine a se stessa, bensì di assorbirne il linguaggio. L'intento era quello di asciugare la classicità, reinventando un neoclassicismo che non fosse solo forma, ma anche interiorità. Nella regia ho cercato di costruire azioni capaci di rendere visibili le interiorità dei personaggi attraverso antichi rituali: talvolta di matrice cristiana o biblica, ma sempre in dialogo con altre tradizioni". Nel cast figurano Antonio Poli nel ruolo di Idomeneo, Mariangela Sicilia come Ilia, Francesca Di Sauro come Idamante e Salome Jicia interprete di Elettra. Assieme a un folto gruppo di comprimari e al Coro del Teatro Comunale (che in Idomeneo ha una forte presenza) preparato da Gea Garatti Ansini.

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P.Sartori--GdR