Giornale Roma - Vigilia di nomination per gli Oscar sempre più globali

Vigilia di nomination per gli Oscar sempre più globali
Vigilia di nomination per gli Oscar sempre più globali

Vigilia di nomination per gli Oscar sempre più globali

Una Battaglia e Sinners in pole, tre stranieri in corsa per miglior film

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(di Alessandra Baldini) La prossima edizione degli Oscar si profila sempre più globale: alla vigilia dell'annuncio delle candidature giovedì prossimo, e mentre a Berlino agli European Film Awards trionfa Sentimental Value del norvegese Joachim Trier, potrebbero essere tre - un record di sempre - le produzioni non in lingua inglese in gara nella categoria più ambita, miglior film. Entreranno in corsa dieci titoli. Negli ultimi due anni erano entrati nella top ten Anatomia di Una Caduta e La Zona di Interesse nel 2024 mentre, l'anno scorso, era stata la volta di Emilia Pérez e I'm Still Here. Stavolta Un Semplice Incidente dell'iraniano Jafar Panahi candidato dalla Francia e Palma d'Oro a Cannes, L'Agente Segreto del Brasile e il norvegese Sentimental Value sono i papabili del 2026 grazie a un'Academy sempre più internazionale (il 24% degli elettori vive oggi fuori dagli Usa) che manda un forte segnale politico: mentre c'è chi vorrebbe un'America più isolata dal resto del mondo (il presidente Donald Trump ha minacciato mesi fa di imporre dazi del 100% sulle produzioni extra Usa), il cinema dimostra che l'orizzonte globale resta irresistibile. Non che Hollywood sia destinato a finire in panchina: dai segnali emersi nella stagione dei premi, giovedì sarà un trionfo per titoli che hanno già segnato l'anno cinematografico, da Una Battaglia Dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson a Sinners di Ryan Coogler, passando per Hamnet, Marty Supreme e Frankenstein, tutti e cinque film candidati da produttori, attori e registi. Resta aperta la domanda se qualcuno riuscirà ad avvicinarsi — o addirittura a superare — il record di 14 nomination, detenuto da Eva contro Eva (1950), Titanic (1997) e, dieci anni fa, La La Land: potrebbero farcela il film di Anderson e quello di Coogler. Se per l'Italia orfana di Familia resta in gioco una chance con il corto animato Playing God del bolognese Matteo Burani, alla vigilia delle candidature colpisce soprattutto ciò che potrebbe non esserci. Wicked - Parte 2 e Avatar: Fuoco e Cenere non hanno replicato il successo critico e quello commerciale dei capitoli precedenti. Sul fronte delle interpretazioni, i riflettori sono puntati su Leonardo DiCaprio, Chase Infiniti e Teyana Taylor per Una Battaglia Dopo l'Altra, Jacob Elordi per Frankenstein, il brasiliano Wagner Moura per L'Agente Segreto e Paul Mescal per Hamnet in coppia con Jessie Buckley nel ruolo drammatico della moglie di Shakespeare. Timothée Chalamet di Marty Supreme arriva a questa stagione con un paradosso alle spalle: se avesse vinto l'anno scorso per A Complete Unknown sarebbe diventato il più giovane miglior protagonista, ma fu sconfitto da Adrien Brody (The Brutalist), tuttora l'unico a detenere quel primato. Nel settore maschile, Stellan Skarsgård potrebbe tenere tutti col fiato sospeso fino all'apertura della busta dopo il Golden Globe per Sentimental Value, film che potrebbe veder riconosciuta anche la sua costar Renate Reinsve. Tra le migliori attrici figurano anche Rose Byrne (Se Solo Potessi Ti Prenderei a Calci, presentato al Festival di Roma) e Emma Stone di Bugonia con la possibile sorpresa di Kate Hudson. Tra i registi, oltre Anderson e Coogler, i papabili sono Guillermo del Toro (Frankenstein), Josh Safdie (Marty Supreme), Chloé Zhao (Hamnet), Panahi e Trier: dalla cinquina qualcuno dovrà restare fuori.

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A.Sala--GdR