'Servono percorsi uniformi' per il tumore del seno metastatico
In Italia colpite 55mila donne. Le proposte di Officina Metastabile
Definire un percorso diagnostico terapeutico assistenziale nazionale uniforme, integrato e realmente centrato sulla persona per le oltre 55mila pazienti che in Italia vivono con un tumore del seno metastatico, la forma più grave di carcinoma mammario. E' questa l'esigenza emersa dal convegno organizzato per la terza edizione del progetto Officina #Metastabile, ospitato a Roma nella sede dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). A rende urgente un percorso uniforme sono l'incremento generale dei casi e la maggiore sopravvivenza dovuta alla cronicizzazione della neoplasia, sempre più frequente grazie all'evoluzione delle terapie. Questo scenario che fa emergere nuovi bisogni, come una migliore comunicazione verso le partecipanti agli studi clinici per trattamenti innovativi o l'importanza di un'adeguata nutrizione durante le terapie. "Officina #Metastabile traduce in pratica uno dei principi fondamentali del Manifesto di Fondazione IncontraDonna: partire dall'ascolto delle persone per trasformarne i bisogni in priorità condivise e, quindi, in azioni concrete", ha detto Anna Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna. Nel convegno sono stati presentati i risultati di due focus group tra clinici e pazienti promossi da Fondazione IncontraDonna e dai quali è emersa la necessità di un migliore dialogo durante i trial clinici. "La fiducia verso i medici risulta fondamentale, si basa anche sulla qualità della comunicazione ricevuta e sull'empatia che gli specialisti riescono ad assicurare", ha osservato Andrea Botticelli, oncologo, membro del CdA di Fondazione IncontraDonna e Responsabile Scientifico dei focus group. "Più di una donna ha sottolineato come potrebbe essere utile coinvolgere anche il personale infermieristico in questo percorso. In Italia l'arruolamento delle pazienti risulta disomogeneo sul territorio e Pdta dedicato faciliterebbe una partecipazione più uniforme ai trial". L'altro aspetto indagato è la nutrizione. "In questo ambito è emerso il bisogno di un riferimento professionale stabile, accessibile e integrato nella struttura di cura - ha concluso Botticelli -. Al tempo stesso va garantito un monitoraggio costante sul peso, lo stato nutrizionale e la massa muscolare durante e dopo la somministrazione delle terapie".
A.Conti--GdR