Tumore prostata,ok Aifa a nuovo farmaco più terapia ormonale,'migliora controllo malattia'
Il farmaco orale riduce del 46% rischio di progressione e consente personalizzazione cure
L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla rimborsabilità di darolutamide, un farmaco di nuova generazione assunto per via orale, da usare insieme alla terapia ormonale nei pazienti con tumore della prostata metastatico sensibile agli ormoni. Si tratta della terza indicazione rimborsata per la molecola, che amplia le opzioni terapeutiche e consente una maggiore personalizzazione delle cure. Il tumore della prostata è il più frequente tra gli uomini in Italia, con oltre 40mila nuovi casi l'anno. La sopravvivenza a cinque anni raggiunge il 91%, ma scende sotto il 30% nelle forme metastatiche ormonosensibili, da qui la necessità di trattamenti più efficaci e meglio tollerati. "Grazie alla nuova indicazione, darolutamide è l'unico inibitore del recettore degli androgeni approvato da Aifa che consente di personalizzare il trattamento, con o senza la chemioterapia, per soddisfare le necessità di ogni paziente e migliorare i risultati clinici", spiega Luigi Formisano, membro del Direttivo Nazionale Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). La decisione si basa anche sui risultati dello studio Aranote, pubblicato sul 'Journal of Clinical Oncology', che ha evidenziato una riduzione del 46% del rischio di progressione radiologica o di morte. "La sua elevata tollerabilità deriva dalla struttura chimica peculiare, in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali, limitando effetti collaterali che possono impattare sulla vita quotidiana - dichiara Elisa Zanardi, Segretario Linee Guida Aiom sul carcinoma della prostata a proposito del farmaco -. Nello studio Aranote, un numero inferiore di pazienti trattati con darolutamide ha dovuto interrompere il trattamento per eventi avversi rispetto al placebo". Inoltre, ha dimostrato di ritardare il peggioramento del dolore e di mantenere più a lungo una buona qualità di vita. In Italia si stimano circa 485mila uomini conviventi con una diagnosi di tumore della prostata. "A dimostrazione dell'estrema flessibilità nell'utilizzo di darolutamide, con o senza chemioterapia, vi sono anche i dati che derivano dall'esperienza 'real life' - conclude Formisano -. Il farmaco ha evidenziato un'elevata maneggevolezza ed efficacia anche in uno studio pubblicato nel 'New England Journal of Medicine', in cui darolutamide in associazione alla terapia ormonale e alla chemioterapia ha ridotto significativamente il rischio di morte del 32,5% rispetto alla terapia di deprivazione androgenica e chemioterapia".
L.Pagani--GdR