Medicina d'urgenza, in 2 casi su 3 l'imaging è fondamentale
Sirm lancia corso per giovani radiologi under 40
Nella medicina di urgenza, l'imaging diagnostico viene usato in circa 2 casi su 3: nel 69% dei casi nei turni notturni e nel 60% in quelli diurni. È uno dei dati sottolineato dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (Sirm), che ha dedicato al tema il primo convegno nazionale del progetto formativo rivolto ai giovani radiologi, a Catania. "L'urgenza è uno dei contesti in cui il ruolo del radiologo diventa davvero centrale. Servono conoscenze solide, capacità di analisi immediata e decisioni rapide, perché la diagnosi guida la gestione clinica e determina le scelte terapeutiche più adeguate", spiega la presidente nazionale Sirm Nicoletta Gandolfo. "Per questo è fondamentale investire nella preparazione dei giovani radiologi e accompagnarli nel passaggio dalla formazione universitaria alla pratica quotidiana, fornendo strumenti utili per affrontare con sicurezza le situazioni più complesse". Il corso, che rappresenta il primo passo di un percorso strutturato per specializzandi e neospecialisti under 40, è pensato per ridurre il divario tra la formazione universitaria e la pratica clinica quotidiana. "La scelta dell'indagine più appropriata, l'interpretazione tempestiva dei risultati e la comunicazione chiara con il team clinico influenzano direttamente l'iter del paziente, dall'eventuale accesso alla sala operatoria fino alla definizione del percorso terapeutico completo", afferma il presidente eletto Sirm Luca Brunese. "Preparare i giovani radiologi fin dalle prime fasi del loro percorso professionale rappresenta un investimento strategico per il sistema sanitario nazionale: un professionista preparato è in grado di scegliere l'indagine più appropriata, evitare esami inutili e contribuire a una gestione più efficiente delle risorse, riducendo i costi per il servizio sanitario nazionale e migliorando contemporaneamente la qualità dell'assistenza", conclude Brunese.
A.Rossi--GdR