Giornale Roma - Ad Ancona rimossa neoplasia alla testa del pancreas con l'utilizzo del robot

Ad Ancona rimossa neoplasia alla testa del pancreas con l'utilizzo del robot
Ad Ancona rimossa neoplasia alla testa del pancreas con l'utilizzo del robot

Ad Ancona rimossa neoplasia alla testa del pancreas con l'utilizzo del robot

Intervento alta complessità Clinica Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e Trapianti

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Con l'utilizzo di un robot, ad Ancona, i chirurghi hanno rimosso da un paziente una neoplasia della testa del pancreas, con asportazione in blocco della testa del pancreas assieme al duodeno e al tratto terminale della via biliare. L'intervento di alta complessità - il nome della procedura è Duodenocefalopancreasectomia (DCP) - è stato eseguito a metà gennaio su un paziente 70enne, residente nelle Marche, dalla Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti dell'Azienda ospedaliero universitaria (Aou) delle Marche diretta dal professor Marco Vivarelli. Ad Ancona, sottolinea il professor Vivarelli, la sfida continua "nel nome dell'eccellenza" e "la nuova frontiera del nostro ambito specifico è il trapianto di fegato da donatore vivente attraverso la chirurgia robotica". Quanto all'intervento eseguito a metà gennaio, dopo l'operazione di asportazione delle parti, spiega l'Aou delle Marche, "queste strutture vanno poi ricostruite con suture di alta complessità"; è stato fatto attraverso la "tecnica robotica mininvasiva 'a pancia chiusa', ossia con un impatto operatorio molto inferiore rispetto alla tecnica classica detta a 'cielo aperto'. Il paziente, fa sapere l'Azienda ospedaliero universitaria, è stato dimesso a una settimana di distanza da "un intervento di chirurgia pancreatica di altissima complessità che pochi centri in Italia sono in grado di eseguire con la robotica, ed è tornato alla sua vita quotidiana". Il vantaggio del robot, sottolinea l'Aou Marche, "è particolarmente evidente nella fase ricostruttiva degli interventi, in quanto la piattaforma consente di suturare i tessuti riproducendo i movimenti articolati della mano del chirurgo usufruendo di una visione delle strutture ingrandita fino a dieci volte". "È il primo paziente di DCP che operiamo con la chirurgia robotica. - spiega il professor Vivarelli - È chiaro che, trattandosi di un intervento molto complesso, non tutti i pazienti possono essere trattati con questa modalità, dipende dalle condizioni generali del singolo e da eventuali comorbidità (altre patologie pregresse). Lo sviluppo della chirurgia robotica per la nostra specialità è un fattore fondamentale e consente un approccio sempre più aperto verso nuove frontiere". "La chirurgia pancreatica è materia superspecialistica. - precisa il chirurgo - L'indicazione all'intervento e le sue modalità di esecuzione vanno poste in strutture dedicate con adeguato numero di casi trattati, come stabilito dalle linee guida ministeriali del 2025; nelle Marche l'Aou è l'unica struttura che dispone di un'unità dedicata alla chirurgia pancreatica che soddisfa gli standard previsti. Ringrazio la Direzione aziendale che ha messo a disposizione la seconda piattaforma robotica, dandoci la possibilità di ampliare il numero di interventi robotici e personalizzare, in ambito chirurgico, la cura del paziente".

A.Fumagalli--GdR