Grasselli (veterinari Sivemp), 'professione cruciale per la salute collettiva'
Melosi (Anmvi), 'Inverno demografico anche per la veterinaria, incoraggiare i giovani'
(v. 'Aviaria, dalla primavera .. delle 15.59) "Un importante riconoscimento istituzionale per una professione essenziale alla salute pubblica, all'ambiente e all'economia del Paese. Una professione complessa e strategica, troppo spesso poco conosciuta ma fondamentale per la tutela della salute collettiva". Così il segretario nazionale del Sivemp (Sindacato italiano veterinari medicina pubblica), Aldo Grasselli, in occasione di un evento in Senato promosso dalla senatrice della Lega Maria Cristina Cantù, ha spiegato il senso della prima Giornata Nazionale per la Prevenzione Veterinaria che si celebra il 25 gennaio. La Giornata nazionale è stata istituita all'unanimità dal Parlamento con la Legge 49/2025, promossa dalla senatrice Cantù, e si celebra per la prima volta quest'anno. I medici veterinari, ha sottolineato Grasselli, "svolgono ogni giorno un ruolo cruciale nei controlli ufficiali, nella sanità animale, nel benessere degli animali e nella salvaguardia delle filiere agro-zootecnico-alimentari, agendo secondo l'approccio integrato One Health. Senza veterinari non possono esistere zootecnia sostenibile, sicurezza alimentare, tutela della biodiversità e competitività delle esportazioni agroalimentari". Questa Giornata, ha affermato, "deve rappresentare un'occasione per rafforzare gli investimenti nella prevenzione veterinaria, nei servizi pubblici e nella formazione specialistica, riconoscendo il valore strategico dei medici veterinari per la crescita economica, la tutela dei territori e il benessere collettivo". Una professione che deve però oggi fare i conti con numeri sempre più risicati: "E' necessario - ha affermato il presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), Marco Melosi - incoraggiare le nuove generazioni a intraprendere la professione di medico veterinario. Infatti il cosiddetti 'inverno demografico' colpisce anche la veterinaria e i giovani stentano ad affacciarsi ad una professione che richiede molto studio con un percorso universitario di 5 anni". Inoltre, ha concluso, "servono risorse economiche e serve un'immagine pubblica della veterinaria che sia attrattiva".
G.Brambilla--GdR