Utile annuale record da 27 miliardi per SoftBank, spinto da Openai
Profitti quadruplicati grazie agli investimenti in IA
Il ritorno sugli investimenti realizzati e l'andamento favorevole dei mercati nel comparto dell'intelligenza artificiale (IA), spingono a livelli record gli utili di SoftBank, mai così elevati per una azienda giapponese. Nell'esercizio fiscale 2025 terminato a marzo di quest'anno, il conglomerato finanziario ha archiviato un risultato netto di 5.000 miliardi di yen (circa 27 miliardi di euro), quadruplicato rispetto agli 1.150 miliardi dell'anno precedente, superando il precedente primato da 4.990 miliardi stabilito dallo stesso gruppo nel 2020. La performance è trainata in misura determinante dalla rivalutazione della quota in OpenAI, la società che sviluppa ChatGPT: i guadagni legati a quell'investimento hanno superato da soli i 6.000 miliardi di yen, mentre il totale dei proventi da investimento ha raggiunto 7.290 miliardi, quasi il doppio rispetto all'esercizio precedente. Il fatturato annuo è invece cresciuto del 7,7%, a 7.800 miliardi di yen. "Il valore d'impresa di OpenAI è cresciuto in misura significativa, esattamente come avevamo previsto", ha dichiarato il direttore finanziario Yoshimitsu Goto in conferenza stampa, sottolineando tuttavia che occorre valutare come mantenere questa posizione nei prossimi cinque o dieci anni. Goto ha inoltre precisato che SoftBank "rimane focalizzata sulla collaborazione con OpenAI", escludendo al momento investimenti nei concorrenti - tra cui Anthropic - nonostante l'intensificarsi della corsa globale all'intelligenza artificiale. La strategia del gruppo nipponico, guidato dal fondatore Masayoshi Son, uno degli uomini più ricchi del Giappone, punta a una presenza capillare lungo tutta la filiera dell'IA. A febbraio SoftBank ha annunciato un ulteriore investimento da 30 miliardi di dollari in OpenAI, portando l'esposizione complessiva a 64,6 miliardi e la quota azionaria all'13% dall'11%. Sul fronte delle infrastrutture, il gruppo ha confermato i piani per la costruzione di un data center da 500 miliardi di dollari nello stato dell'Ohio, alimentato da una centrale a gas da 9,2 gigawatt, nell'ambito del più ampio accordo da 550 miliardi che il Giappone ha siglato con gli Stati Uniti in chiave tariffaria.
V.Bellini--GdR