La lavoratrice Electrolux '33 anni in azienda, è una famiglia. Il lavoro ci serve'
Annunciati 1.700 esuberi. Elisabetta: "come mi mantengo? Loro non se lo chiedono"
"Come mantengo mia figlia? Come faccio con le spese e l'affitto? Loro non se lo chiedono. Poi anche le colleghe, qui è come una famiglia". Davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (Ancona) è come un deja-vu per Elisabetta Cola, 55 anni, felpa Electrolux, in mano una bandiera Fim Cisl, una dei circa 170 lavoratori che, dopo vari passaggi di mano negli anni, a partire dall'ex Best, devono ancora una volta lottare per il lavoro; l'azienda ha annunciato di voler dismettere il sito nell'ambito di un piano complessivo da 1.700 esuberi. "Dopo 33 anni di lavoro qui, sola, con una figlia a carico, circa quattro anni prima della pensione, pensavo di potercela fare e invece.. - racconta all'ANSA -. Se siamo rimasti tutti qui è perché abbiamo bisogno di lavorare e poi c'è da salvaguardare un territorio: se chiude anche quest'azienda è finita". Ora Elisabetta sta ragionando sul da farsi: "ho iniziato a fare i conti per la pensione ma dovrò cercarmi anche un altro lavoro per ammortizzare questi tre anni e mezzo, quattro: però chi mi assume a quest'età? Speriamo che l'azienda resti aperta o che comunque ci accompagnino in questi anni e ci trovino un lavoro. Ma ci sono colleghi a cui mancano 10-15 anni. Mi dispiace per tutti perché questa ormai è o era un famiglia. C'è anche un legame affettivo. Perdere il lavoro, per me, è come se mi mancasse la terra sotto i piedi. Comunque speriamo bene...".
E.Rizzo--GdR
