Borsa: l'Europa resta nella bufera con l'escalation in Medio Oriente
Salgono il petrolio e il gas. Lo spread si allarga a 84 punti
L'Europa resta nella bufera, a metà seduta, con l'escalation in Medio Oriente per gli attacchi alle raffinerie e ai gasdotti. Già un segnale era arrivato dall'Asia, in rosso con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull'inflazione a livello globale. Al clima generale contribuisce poi il messaggio restrittivo da parte della Fed mentre cresce l'attesa sulla Bce. Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 63 euro al megawattora con un rialzo del 16%. Sale anche il petrolio con il brent che ha toccato un massimo a 118 dollari per poi limare a 114 dollari (+6,5%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile. "La situazione è ora più preoccupante per gli operatori petroliferi perché l'interruzione dei mercati energetici globali potrebbe estendersi oltre la limitazione del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, fino a compromettere la capacità produttiva di uno dei più importanti centri di estrazione di petrolio e gas al mondo", sottolinea Ricardo Evangelista, Senior Analyst, ActivTrades. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede oltre il 2%. Tra le singole Piazze, Francoforte lascia il 2,4%, Milano il 2,5%, Parigi l'1,74%, Londra l'1,99%, Madrid il 2,1%. Lo spread tra Btp e Bund si allarga a 84 punti. Salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano al 3,82%. L'Oat francese è al 3,67% mentre il 10 anni tedesco sfiora il 3%. Sul fronte dei cambi l'euro si apprezza sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1472 sul biglietto verde.
C.Battaglia--GdR